9.2.08

Bloggare o non Bloggare?

Sono un pessimo blogger.
Ne sono perfettamente conscio.
Fino a prova contraria, in molti dicono che un blog può definirsi tale, almeno ai tempi attuali, se ci sono almeno cinque post alla settimana.
A parte la cronica mancanza di tempo durante la veglia, sinceramente, al momento, non mi sento spronato a scrivere della mia quotidianità su questo blog.
Mi hanno anche detto che se non si scrive di sé stessi, il blog perde d’interesse da parte dei visitatori, in quanto questi sono interessati allo sviluppo psicologico del blogger.
In effetti certi blog che ho visto in internet sono interessanti esercitazioni per psicologi in erba.
Non è una critica, oppure un modo di voler denigrare queste persone, Interne tè libera, tutti ci possono scrivere e parlare di quello che vogliono (anche se politici italiani di grande miopia intellettuale e interessati solo a far tacere i loro avversari politici vorrebbero chiudere Internet) e mi piace che sia così.
Nel bene e nel male.
Ma in ogni caso non mi sento ancora pronto per scrivere su un blog pubblico quello che penso della politica, dei fatti che avvengono all’estero, delle cose che non vanno in Italia e nel mondo. Ovviamente ho un mio punto di vista ben preciso su questi argomenti.
Semplicemente me le tengo per me, per ora.

Quindi torniamo a parlare del romanzo :-D
Continuo a ricevere feedback sui lettori che stanno finendo il romanzo o che lo hanno appena finito. Sono tante le cose che mi rendono davvero felice di ciò, che riassumo nei seguenti punti:
  • Chi lo legge mi contatta per darmi il suo giudizio, con un rateo del 90%. Quindi, sulle copie lette, ho un buon ritorno di comenti. Invito quel 10% che non mi ha ancora contattato a farlo, anche (e sopratutto) se il romanzo è stata una delusione da leggere
  • I commenti sono tutti positivi :-)
  • I commenti sono stati fatti (anche) da gente che non ho mai conosciuto in vita mia, quindi non influenzabile dal fatto che c'è il rischio di "rimanerci male" se esprimono giudizi troppo pesanti
  • Mi sono stati fatti commenti per strutturati e ben specifici su alcuni punti. A dimostrazione che hanno letto attentamente. :-)
  • Le caratteristiche esposte da tutti i lettori sono: letto il romanzo abbastanza alla svelta (nonostante il font piccolo e l'impaginazione un po' monolitica), tutti si sono affezionati al protagonista e il finale lascia tutti "stupiti". :-D

fa anche piacere sapere che i commenti positivi provenivano, soprattuto, da lettori/lettrici che per la prima volta si avvicinano all'argomento "techno-thriller".

Tutto rose & fiori quindi?

No. In tutto questo ci sono cose di cui non sono felicissimo. Ovviamente ringrazio di cuore tutti coloro che mi hanno fatto commenti fino ad adesso su quanto hanno letto, però effettivamente, nel mio ipercriticismo congenito, non ho ancora trovato qualcuno che mi abbia segnalato problemi di continuity nella narrazione, critche sui background dei personaggi (odio la definizione "personaggio di cartapesta", ma mi piacerebbe sapere se i miei sono percepiti come tali ;-) ), sulle descrizioni tecniche esposte nel romanzo.
Nessun autore degno di questo nome si preoccupa troppo delle critiche che possono fare ad una sua opera.
Almeno così dice la "scuola anglosassone" di scrittura creativa.
Poi se su Amazon qualcuno "si permette" di dire che non gli è piaciuto il romanzo X dell'Autore Y, quest'ultimo fa scatenare una campagna militare editoriale di ritorsione. Vedi Patricia Cornwell

...Gli anglosassoni sono dei coglioni.

1 Commenti:

Blogger Nishinkan ha detto...

non ho ancora trovato qualcuno che mi abbia segnalato problemi di continuity nella narrazione, critche sui background dei personaggi (odio la definizione "personaggio di cartapesta", ma mi piacerebbe sapere se i miei sono percepiti come tali ;-) ), sulle descrizioni tecniche esposte nel romanzo.

Beh, se proprio devo essere pignolopignolopignolo, in alcuni frangenti la descrizione "marca-modello" di alcune apparecchiature (armi, specialmente) può sembrare un po' stucchevole al lettore medio.
Questo per dire che quello che ad alcuni (me conpreso) può interessare, per altri (mia madre, che legge la Cornwell) può essere un "surplus".
Sui personaggi invece, personalmente, nulla quaestio anche quelli "secondari" (perfino il carabiniere che sorveglia la casa del protagonista, che ad un certo punto ha problemi di urgenze urinarie) IMHO sono ben strutturati, non strabordano e non lasciano tratti in ombra.
my two cents.

14 febbraio 2008 17.42  

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